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Come mai questa diagnosi è diventata così frequente negli ultimi anni?
Fino agli anni Settanta,
nell’ambito della ricerca scientifica americana, l’ADHD era considerata un
disturbo del comportamento senza evidenti compromissioni sia nella sfera
cognitiva che emotiva, mentre in Italia, la lettura del problema subiva
l’influenza delle teorie psicoanalitiche. Su posizioni diametralmente opposte
si ponevano l’approccio americano e quello dei clinici italiani: i primi
diagnosticavano un Disturbo comportamentale, senza cercar alcuna ulteriore
spiegazione, mentre i secondi tentavano di rinvenire alla base del
comportamento problematico una causa legata ad un difficile rapporto con la
madre, negando il semplice fatto che il bambino potesse essere predisposto a
sviluppare l’ADHD.
Una svolta importante nella
comprensione dell’ADHD è avvenuta con gli studi di Virginia Douglas che ha
individuato la causa in un deficit di autoregolazione attentiva e
comportamentale, contribuendo così a convogliare l’interesse dei ricercatori
sullo studio dei deficit cognitivi, con la conseguente riduzione delle indagini
nei confronti degli aspetti comportamentali.
Con il nuovo millennio in
Italia sono aumentate le diagnosi di ADHD come conseguenza di un incremento
della sensibilità nei confronti dell’ADHD: le richieste di genitori e
insegnanti privi di risorse e strategie per gestire i comportamenti disturbanti
dei bambini con ADHD si fanno sempre più pressanti verso gli specialisti. Per
questo motivo una parte sempre più numerosa di clinici riconosce che i modelli
classici di interpretazione del disagio infantile (soprattutto quelli derivanti
dalla psicoanalisi) difficilmente forniscono strumenti adatti per comprenderlo
e fronteggiarlo, e che le psicoterapie dinamiche si appaiono sempre meno idonee
a fornire adeguata soluzioni in questo settore. Nonostante in Italia si stia
recentemente affermando questo diverso approccio al problema, accade ancora
frequentemente che alcuni specialisti ritengano i disturbi del bambino con ADHD
riconducibili ad una situazione familiare affettivamente carente, e, di
conseguenza curabili, con una maggiore attenzione ai figli da parte dei
genitori.
Recentemente è stata quindi rivolta grande attenzione a questa patologia, alla
sua eziologia e ai
trattamenti, e ha suscitato talmente tanto interesse non solo in ambito medico,
ma anche da parte dei media, che è aumentata la consapevolezza della sua
esistenza ed alcuni temono persino che possa essere diagnosticata in eccesso.