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In ricordo del dottor
Franco Gallucci
22/11/1955 - 06/05/2000
Il Libro



 



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Come mai questa diagnosi è diventata così frequente negli ultimi anni?

Fino agli anni Settanta, nell’ambito della ricerca scientifica americana, l’ADHD era considerata un disturbo del comportamento senza evidenti compromissioni sia nella sfera cognitiva che emotiva, mentre in Italia, la lettura del problema subiva l’influenza delle teorie psicoanalitiche. Su posizioni diametralmente opposte si ponevano l’approccio americano e quello dei clinici italiani: i primi diagnosticavano un Disturbo comportamentale, senza cercar alcuna ulteriore spiegazione, mentre i secondi tentavano di rinvenire alla base del comportamento problematico una causa legata ad un difficile rapporto con la madre, negando il semplice fatto che il bambino potesse essere predisposto a sviluppare l’ADHD.

Una svolta importante nella comprensione dell’ADHD è avvenuta con gli studi di Virginia Douglas che ha individuato la causa in un deficit di autoregolazione attentiva e comportamentale, contribuendo così a convogliare l’interesse dei ricercatori sullo studio dei deficit cognitivi, con la conseguente riduzione delle indagini nei confronti degli aspetti comportamentali.

Con il nuovo millennio in Italia sono aumentate le diagnosi di ADHD come conseguenza di un incremento della sensibilità nei confronti dell’ADHD: le richieste di genitori e insegnanti privi di risorse e strategie per gestire i comportamenti disturbanti dei bambini con ADHD si fanno sempre più pressanti verso gli specialisti. Per questo motivo una parte sempre più numerosa di clinici riconosce che i modelli classici di interpretazione del disagio infantile (soprattutto quelli derivanti dalla psicoanalisi) difficilmente forniscono strumenti adatti per comprenderlo e fronteggiarlo, e che le psicoterapie dinamiche si appaiono sempre meno idonee a fornire adeguata soluzioni in questo settore. Nonostante in Italia si stia recentemente affermando questo diverso approccio al problema, accade ancora frequentemente che alcuni specialisti ritengano i disturbi del bambino con ADHD riconducibili ad una situazione familiare affettivamente carente, e, di conseguenza curabili, con una maggiore attenzione ai figli da parte dei genitori.

Recentemente è stata quindi rivolta grande attenzione a questa patologia, alla sua eziologia e ai trattamenti, e ha suscitato talmente tanto interesse non solo in ambito medico, ma anche da parte dei media, che è aumentata la consapevolezza della sua esistenza ed alcuni temono persino che possa essere diagnosticata in eccesso.