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In ricordo del dottor
Franco Gallucci
22/11/1955 - 06/05/2000
Il Libro



 



                                                                                               


  Mio figlio è affetto da ADHD?


Tutti i bambini a volte possono essere troppo vivaci, la loro capacità attentiva può essere particolarmente limitata, e possono agire senza prima pensare. Se comunque tuo figlio ti sembra più vivace degli altri suoi coetanei; se tuo figlio è particolarmente sbadato, disorganizzato, e tende a perdere sempre ogni cosa; se l’insegnante si lamenta che il tuo bambino non sa stare tranquillo e seduto al suo posto, che si lascia sfuggire le risposte senza aspettare il suo turno, che presta attenzione ai movimenti e al brusio della classe piuttosto che a lei, che si comporta in modo aggressivo e che viene alle mani a scuola, allora hai motivo di richiedere una valutazione in relazione alla possibile presenza dell’ADHD.


Stabilire se un bambino è affetto dall’ADHD, è un processo particolarmente complesso. Molti problemi biologici o psicologici possono contribuire allo sviluppo di sintomi simili a quelli mostrati da un bambino affetto da ADHD. Per esempio, l’ansia, la depressione, e certi tipi di disturbi dell’apprendimento possono essere la causa di una sintomatologia simile.


E’ necessaria una valutazione globale per poter fare una diagnosi, escludere altre possibili cause e individuare la presenza o assenza di altre condizioni patologiche. Tale valutazione dovrebbe includere una valutazione clinica del funzionamento scolastico, sociale ed emotivo-affettivo e delle competenze sviluppate dall’individuo. Ulteriori test possono includere una valutazione dell’intelligenza, della capacità attentiva e scale di valutazione per genitori e insegnanti. E’ importante anche fare una visita medica. Per diagnosticare l’ADHD in età adulta bisogna indagare l’infanzia e la storia scolastica e comportamentale. I problemi infatti trovano le loro radici nell’infanzia ma continuano a persistere durante l’età adulta.


I sintomi dell’ADHD spesso compaiono nella prima infanzia e per la diagnosi vengono impiegati i criteri del Diagnostic and Statistical Manual, 4th Edition (DSM-IV) che richiedono che i sintomi siano presenti per almeno sei mesi, con un’insorgenza precedente ai sette anni.
 

Di seguito sono riportati i criteri diagnostici dell’ADHD:

A. O (1) o (2):

1) sei o più dei seguenti sintomi di disattenzione sono persistiti per almeno 6 mesi con un’intensità che provoca disadattamento e che contrasta col livello di sviluppo:

Disattenzione

· spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari o commette errori di distrazione nei compiti scolastici, sul lavoro o in altre attività;

· spesso ha difficoltà a mantenere l’attenzione sui compiti sulle attività di gioco;

· spesso non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente;

· spesso non segue le istruzioni e non porta a termine i compiti scolastici, le incombenze o i doveri sul posto di lavoro, (non a causa di comportamento oppositivo o di incapacità di capire le istruzioni);

· spesso ha difficoltà ad organizzarsi nei compiti e nelle attività;

· spesso evita, prova avversione, o è riluttante ad impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale protratto, (come compiti a scuola o a casa);

· spesso perde gli oggetti necessari per i compiti o le attività, (per es. giocattoli, compiti di scuola, matite, libri, strumenti);

· spesso è facilmente distratto da stimoli estranei;

· spesso è sbadato nelle attività quotidiane.

2) sei, (o più), dei seguenti sintomi di iperattività-impulsività sono persistiti per almeno 6 mesi con un’intensità che causa disadattamento e contrasta con il livello di sviluppo:

Iperattività

· spesso muove con irrequietezza mani o piedi o si dimena sulla sedia;

· spesso lascia il proprio posto a sedere in classe o in altre situazioni in cui ci si aspetta che resti seduto;

· spesso salta e scorrazza dovunque in modo eccessivo in situazioni in cui ciò è fuori luogo, (negli adolescenti o negli adulti, ciò può limitarsi a sentimenti soggettivi di irrequietezza);

· spesso ha difficoltà  a giocare o a dedicarsi a divertimenti in modo tranquillo;

· è spesso “sotto pressione” o agisce come se fosse “motorizzato”;

· spesso parla troppo.

Impulsività

a) spesso “spara” le risposte prima che le domande siano state completate;

b) spesso ha difficoltà ad attendere il proprio turno;

c) spesso interrompe gli altri o è invadente nei loro confronti, (per es., s’intromette nelle conversazioni o nei giochi).

B. Alcuni dei sintomi di iperattività-impulsività o di disattenzione che accusano compromissione erano presenti prima dei 7 anni d’età.

C. Una certa menomazione a seguito dei sintomi è presente in due o più contesti, (per es., a scuola, (o al lavoro), e a casa).

D. Deve esservi un’evidente compromissione clinicamente significativa del funzionamento sociale, scolastico o lavorativo.

E. I sintomi non si manifestano esclusivamente durante il decorso di un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo, di Schizofrenia, o di un altro Disturbo Psicotico, e non risultano attribuibili ad un altro disturbo mentale, (per es., Disturbo dell’Umore, Disturbo d’Ansia, Disturbo Dissociativo o Disturbo di Personalità).


Codificare
in base al tipo:

Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, Tipo Combinato: se entrambi i Criteri A1 e A2 sono risultati soddisfatti negli ultimi 6 mesi.

Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, Tipo con Disattenzione Predominante: se il Criterio A1 è risultato soddisfatto negli ultimi 6 mesi, ma non il Criterio A2.

Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, Tipo con Iperattività-Impulsività Predominanti: se il Criterio A2 è risultato soddisfatto negli ultimi 6 mesi, ma non il Criterio A1.